In apertura di BTC 2011 presentato il progetto del nuovo Osservatorio Congressuale Italiano

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30 Giugno 2011

La fiera degli eventi s’è ufficialmente aperta stamattina alla Fiera di Rimini con il tradizionale taglio del nastro e l’affollata conferenza stampa cui hanno preso parte numerose personalità e in occasione della quale è stato presentato il progetto del nuovo Osservatorio Congressuale Italiano, affidato a BTC da Federcongressi&eventi.

Con la cerimonia di inaugurazione e il tradizionale taglio del nastro si è ufficialmente aperta la 27° edizione di BTC, la fiera degli eventi in programma oggi e domani alla Fiera di Rimini.

Alla conferenza stampa di apertura sono intervenuti Lorenzo Cagnoni, presidente di Rimini Fiera, Paolo Audino, amministratore delegato di Exmedia, la società che organizza BTC, Andrea Gnassi, sindaco di Rimini, Maurizio Melucci, assessore al Turismo della Regione Emilia Romagna, Paolo Zona, presidente di Federcongressi&eventi, Gabriella Ghigi, exhibition manager di BTC e Paolo Rubini, consigliere delegato del Convention Bureau nazionale.

«BTC rappresenta un importante momento d’incontro tra domanda e offerta della meeting industry», ha affermato Paolo Audino, «perché cerca di cogliere i cambiamenti nel mercato e di mutarli in opportunità per le imprese. È una manifestazione di spessore nella sostanza e nei contenuti, e che mantiene la tradizione per cui è sede di annunci importanti, come fu l’anno scorso, da parte del Ministro Brambilla, quello della nascita del Convention Bureau nazionale. Domani verrà presentato il progetto interregionale MICE Italia, che rappresenta la continuità con Italia for Events. Va anche ricordato che da quest’anno BTC gestisce l’Osservatorio Congressuale Italiano per conto di Federcongressi&eventi, che detiene la proprietà del marchio. Insomma, contenuti importanti che fanno di BTC un riferimento per la meeting industry del nostro paese».

«Come Rimini Fiera ci siamo impegnati molto su BTC», ha detto Lorenzo Cagnoni, «e crediamo di avere le credenziali giuste per poter aspirare nel tempo a risultati di rilievo. Il sistema congressuale cittadino ha effettuato investimenti notevoli, a dimostrazione della sua sensibilità sul segmento congressuale. Il nuovo Palacongressi di Rimini sarà una di quelle strutture che certamente miglioreranno l’offerta cittadina ma anche, per estensione, dell’Italia tutta verso una domanda internazionale che quando si rivolge al nostro Paese chiede anche contenitori all’altezza (spesso senza trovarli). Alla prossima edizione di BTC il nostro palazzo dei congressi si presenterà con una sua anzianità di servizio, sia pure di un solo anno, con un gradimento che ci auguriamo elevato».

«L’Italia deve investire sempre più ed effettuare scelte strategiche», ha considerato Il sindaco Andrea Gnassi. «Le dinamiche competitive sono impegnative, richiedono logistica, relazioni. Vogliamo offrire al paese un sistema organizzato perché il Paese abbia delle carte da giocare e, attraverso la nostra locomotiva, possa entrare nel congressuale con l’eccellenza che gli compete. Questo è il messaggio: Rimini è una locomotiva perché l’Italia possa attrarre domanda da tutto il mondo».

«Come Regione crediamo particolarmente al mercato congressuale», ha fatto eco Maurizio Melucci. «Tanto da aver contribuito a finanziare il Palacongressi di Rimini. Presto faremo uscire un bando da sette milioni di euro per l’ammodernamento delle strutture ricettive, dagli standard delle camere ai servizi alberghieri. Penso che se ordiniamo il sistema, possiamo fare meglio. L’Italia soffre di gravi inefficienze. Da un lato fa promozione, mettendo in campo programmi d’investimento per i mercati BRIC, dall’altro non ha le strutture adeguate per rilasciare visti d’ingresso. È uno dei paradossi che non mettono la filiera in condizione di contribuire al sistema Paese come potrebbe».

«Le preoccupazioni sin qui manifestate dalle istituzioni non possono che essere le medesime delle imprese», ha detto Paolo Zona. «In questi due anni e mezzo di presidenza ho cercato di rappresentare gli interessi delle imprese, di quelle socie e anche di quelle non socie. Per cui vorrei invitare tutti a una riflessione. Ci sono due passi da fare. Il primo è il rilancio dell’Osservatorio Congressuale Italiano, di cui Federcongressi&eventi è proprietaria e ha affidato lo sviluppo e la gestione a BTC. Crediamo che per sviluppare una politica industriale sia necessario iniziare da un’analisi dei dati. Ma l’accordo-quadro fra noi e BTC va concretizzato anche sotto altri profili. BTC, che oggi è vissuta come momento prevalentemente commerciale, insieme a Federcongressi&eventi deve diventare un momento innanzitutto istituzionale. È attraverso questo concetto che la fiera continuerà a crescere. Credo che oggi ci siano tutti i tasselli necessari per costruire una cabina di regia del sistema congressuale italiano. C’è un Convention Bureau nazionale, c’è un progetto interregionale che sta per partire, c’è un’associazione unica che rappresenta il settore, ci sono alcuni stakeholder che contribuiscono al successo. Non possiamo non dialogare. Dobbiamo avere l’umiltà di sederci intorno a un tavolo per disegnare gli scenari del futuro del sistema congressuale italiano».

Gabriella Ghigi ha quindi introdotto il nuovo Osservatorio Congressuale. «Consterà di quattro sezioni», ha spiegato. «La prima, sull’“impatto economico”, per fornire informazioni sul valore del settore e sul fatturato generato, con segmentazione della spesa per tipologia di servizio e tipologia dei clienti, con ulteriore segmentazione di carattere merceologico e provenienza dei partecipanti. La seconda (“produzione, segmentazione e trend”) sarà la più tradizionale e offrirà tendenze su numero eventi, durata, provenienza dei partecipanti, dimensioni, promotori ecc. La terza (informazioni qualitative sulla domanda) esaminerà i comportamenti della clientela dando informazioni di marketing utili a indirizzare le strategie delle destinazioni e dei fornitori di servizi. L’ultimo focus sarà su argomenti chiave: verranno messi a confronto punti di vista e valutazioni di buyer e seller sugli stessi argomenti, per verificare se le percezioni che il fornitore ha dei suoi clienti corrispondono alla realtà».

Ha concluso Paolo Rubini, che ha dichiarato di condividere l’impostazione dell’OCI. «Questo è l’unico settore produttivo che fa un gran chiacchierare di cose senza partire dai dati. Dunque, al di fuori del settore turistico non se ne parla. Dovremmo fare una sorta di cartello fra di noi per renderci visibili al di fuori dei media di settore turistico. Un’altra delle nostre debolezze è che partiamo dall’offerta piuttosto che dalla domanda. Guardiamo molto il particolare ma ragioniamo solo in termini di qualità erogata, non di qualità percepita. Inoltre dovremmo fare un piccolo passo in avanti culturale costituendo un fronte unico rispetto agli altri stakeholder, laddove oggi siamo spesso divisi fra di noi. Serve, come ovunque, un gioco di squadra».